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In un articolo del 1926 Enzio Julitta, a proposito della tradizionale Corsa della Torta disputata ogni anno ad Oleggio il giorno di Pasqua, riportò le parole dell’Ing. Travelli, secondo il quale si diceva che “In uno dei tempi lontani, gente straniera avida di rapine e saccheggi, abbia cinto d’assedio il nostro borgo, i cui cittadini al sicuro entro le mura s’erano preparati a vender, a prezzo forte, la loro libertà. Il capitano delle forze avversarie vedendo come vana fosse ogni offesa e incrollabile la resistenza degli assediati, lanciò ai giovani del borgo una sfida. Tra i migliori di essi e i prescelti fra i suoi uomini sarebbe stata disputata una gara. Ai vincitori il decidere della guerriglia che stremava le forze delle due genti in lotta. I giovani oleggesi accettarono la sfida e la gara, disputata in uno dei
prati ai piedi del borgo, fu da essi vinta. E la città fu liberata dalla minaccia”.
Secondo la tradizione tre furono le cose che Bernabò Visconti concesse al borgo: la rivendita del sale, il mercato del lunedì e la corsa della torta; nel 1447, in occasione dell’infeudazione del borgo, la corsa è effettivamente menzionata tra i privilegi concessi da Francesco Sforza.
Sicuramente dunque le origini di questa singolare manifestazione si perdono nella notte dei tempi, ma le edizioni sicure documentate con i nomi dei vincitori appartengono al 1900
, secolo che vide la sospensione della corsa solo nei periodi bellici.
La gara, che oggi si disputa nel giorno di Pasqua, anticamente avveniva il lunedì dell’Angelo: solo i giovani scapoli, oleggesi di nascita, si sfidavano scalzi su un percorso lungo 500 metri nel “prato della torta”, sotto alle fortificazioni di Porta Pozzolo.
Più recentemente, per adeguarsi ai tempi e per scongiurare la fine di questa tradizione, i requisiti per l’
ammissione alla corsa sono stati cambiati: può correre anche chi è nato in clinica, chi ha genitori oleggesi e chi risiede a Oleggio da almeno cinque anni. Chi vince per tre volte consecutive non può gareggiare l’anno successivo.
Oggi la corsa si effettua nel centro storico, con partenza e arrivo in Piazza Martiri della Libertà e con i rintocchi delle campane della torre civica e le urla del pubblico ad accompagnare i corridori.
Il vincitore ha l’onore di apporre la sua firma sul libro comunale e riceve l’ambito trofeo: una torta con glassa decorata dallo stemma cittadino. Il secondo arrivato vince un mazzo di fiori, il terzo un gagliardetto con i colori del Comune. Le squadre che partecipano alla competizione sono otto e corrispondono ai Cantoni (Loreto, Fornaci, Bedisco, San Giovanni) e ai Quartieri (Valle, Pozzolo, Portetta, Porta Compietra) nei quali è suddiviso il territorio comunale.
Nel 1969 è stato istituito il Palio che vede una lunga sfilata delle rappresentanze di Cantoni e Quartieri per le vie del centro in abiti medioevali.