IL CAMPANILE DI PIAZZA
“Al kampanìn da vlès l è na delizia – k al tira zénti fin dla galizia”, così un vecchio proverbio esalta la bellezza e l’importanza della torre campanariaoleggese che sarebbe in grado di richiamare i pellegrini diretti a Santiago di Compostela: “Il campanile di Oleggio è una veradelizia che attira gente fin dalla Galizia”.
La torre, detta anche “dei Bagliotti” dal XV secolo, si trova nell’angolonord-est della piazza principale di Oleggio dedicata ai Martiri della Libertà ed è un simbolo importante che riassume in sé le diverse vicissitudini storiche della città; l’esercizio civile del suono della campana pubblica risale a prima del 1584.
La base, a pianta quadrata è costruita in muratura con ciottoli disposti a spina pesce e pietre angolari: si ipotizza fosse parte di una torre di avvistamento romana anche se studi recenti non hanno potuto confermare questa ipotesi. Su di essa si eleva la parte romanica, caratterizzata da un triplice ordine di archetti pensili.
La costruzione della cella campanaria in muratura con colonne di granito e pilastri è databile tra il XVI e il XVII secolo e fu ricostruita nel 1840 su disegno di Carlo Ferrari. Il tutto è sovrastato dal cipollone ottagonale in rame con lanterna, globo, banderuola e croce.
L’altezza della torre è di circa 45 metri, vi si accede attraverso una piccola porta sul lato orientale.
In seguito al fulmine che si è abbattuto sul campanile l’otto ottobre del 1998, gli elementi terminali della torre, seriamente danneggiata, sono stati rimossi per consentire la messa in sicurezza del monumento che nell’ottobre del 2002 ha infine riacquistato il suo antico splendore.
Nel corso degli ultimi secoli la torre di piazza ha subito diversi interventi che ne hanno modificato l’aspetto: per un certo periodo venne ricoperta di intonaco, in seguito spicconato per riportarealla luce la muratura originaria; sul lato meridionale negli anni ’60 venne costruita una fontana tolta nel 1979 insieme all’antica meridiana quando f
urono eseguiti lavori di restauro.
Sulla facciata meridionale campeggiano il quadrante tondo dell’orologio il cui vecchio meccanismo è oggi conservato presso il locale Museo Etnografico “Fanchini” e lo stemma lapideo comunale.
In basso sono ormai quasi perdute del tutto le figure del dipinto raffigurante la Crocifissione, di cui rimane in evidenza solo la plastica cornice; anticamente era presente in quella sede anche un altare, dove per tradizione locale si ricorda essersi fermato san Bernardino da Siena a predicare alle genti di Oleggio.
E’ ancora nel ricordo degli anziani la presenza del peso pubblico affiancato alla parete occidentale della torre civica, indispensabile quando si trattava di pesare la legna da ardere.
Più volte, negli ultimi secoli, furono addossati alla base del campanile degli orinatoi tanto che un altro detto popolare ricorda: “Al kampanìn da vles è grànd e gròs – e s làsa pisé dòs”.
Curioso inoltre il fatto che nel passato, in diverse occasioni, dalla campana della cella si sia staccato cadendo sulla piazza il pesante battente, fortunatamente senza mai provocare gravi danni.

