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La chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Pietro e Paolo sorge nella parte più elevata dell’abitato tanto da imporsi immediatamente alla vista di coloro che giungono ad Oleggio da diverse direzioni.
L’edificio attuale è il risultato dell’intervento dell’architetto Alessandro Antonelli, che nel 1845 fu incaricato dall’arciprete Giovanni Bertotti di redigere un progetto per il restauro e l’ampliamento dell’antica parrocchiale.
L’occasione si era presentata grazie alla cospicua cifra di 40.000 lire di piemonte devoluta alla
parrocchia dalla signora Rosa Rosari, vedova Mazza.
Nella sua relazione per la visita del Vescovo Gentile del 1851, l’arciprete scrive: “(…) nel suo interno presenta un’architettura per la maggior parte barocca, e nell’esterno nulla ha che non predichi la sua miseria e decadenza”.
L’antica chiesa parrocchiale era lunga circa 56 metri e larga 16, era a navata unica formata da sette grandi archi sostenuti da dodici colonne di cotto; aveva dodici altari, ad occupare quasi del tutto lo spazio dell’attuale navata maggiore, un portico sorretto da otto colonne di granito e una torre che fungeva da campanile.
Si ricorda che sulla facciata erano dipinte le figure di San pietro, San paolo, San Gaudenzio e San Michele, quest’ultimo a ricordare il titolare della precedente parrocchia.
Negli anni 1733-’34 l’edificio subì dei rifacimenti relativi al presbiterio, al co
ro e alla sagrestia.
Nel piazzale antistante e sul terreno poi occupato dalle nuove navate minori sorgevano anche altri numerosi edifici di culto a completare il centro religioso della città; nel 1854, proprio per far spazio alla nuova parrocchiale venne demolito l’antico oratorio dei Santi Fabiano e Sebastiano, che si trovava tra la parrocchiale e la chiesa di Santa Maria, e parzialmente anche quello di San Rocco.
Uno dei progetti proposti dall’Antonelli prevedeva un edificio a pianta centrale con cupola semisferica preceduto da un maestoso portico di quattro colonne. Esso non incontrò il favore dell’allora sindaco Tosi per cui l’architetto dovette optare per una soluzione di tipo basilicale, appena sperimentata nella vicina chiesa di Bellinzago.
Il 14 agosto 1853 fu posta la prima pietra della chiesa e in quell’occasione si esibì per la prima volta la Banda Filarmonica di Oleggio.
parallelamente all’impresa che ottenne l’incarico di eseguire i lavori di costruzione, venne aperto un altro cantiere dalla fabbriceria oleggese per l’adattamento e la parziale modifica delle parti settecentesche che si era deciso di mantenere: presbiterio, coro, campanile e sacrestia.
La basilica dunque fu benedetta dall’arciprete Bertotti il 23 dicembre 1858 e consacrata dal Vescovo Gentile il 6 luglio 1868.
L’edificio, di gusto neoclassico, presenta pianta basilicale con tre navate, di cui quella centrale absidata. La chiesa è preceduta da un portico con quattro colonne di granito bianco con base e capitello corinzi.
Caratteristica peculiare dell’interno è la maestosa grandezza della volta a botte, alta 30 metri e poggiata su otto colonne corinzie di granito e su quattro pilastri, del catino absidale e della cupola, che risulta più bassa della volta perché la nuova struttura dovette adattarsi alle dimensioni di quella vecchia.
Sono inoltre presenti due tribune con doppio ordine di colonne, quella settentrionale ospita il pregevole organo realizzato nel 1879 da Giuseppe Bernasconi di Varese su commissione dell’arciprete Giovanni Bertotti.
La decorazione della parte absidale fu affidata all’ornatista p.Elia e al pittore L.Morgari.
Di seguito proponiamo lo schema ad illustrare gli altari e le importanti opere custodite nella chiesa parrocchiale di Oleggio:
oratorio demolito; statua della Vergine del Rosario, opera dello scultore F. Sella. Sotto la statua trova collocazione l’urna con le reliquie di San Vitale Martire. Di fianco si trova il dipinto seicentesco raffigurante la “Comunione di Santa Caterina”.Navata settentrionale
Navata meridionale
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