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RIMANENZE MEDIOEVALI

Copsta dei Mazzeri

Oleggio nel Medioevo era cinta da mura e da un ampio fossato detto Guandra; i più antichi resti del borgo antico si trovano nella parte sud orientaledel centro storico: si tratta di Porta Pozzolo, “Motto dei cani”e della porta di Costa dei Mazzeri.

“Per entrare in borgo m’è necessario chinare il capo innanzi alle vestigia della potenza antica, segno visconteo di tant’anni d’offesa e di difesa, di venture e di prepotenze feudali.
La porta in cotto slabbrata ai margini, intonacata nell’arco a conservare la sagoma primitiva, pon termine ad un troncone di mura mantenute mutile dalla beffa del tempo a mostrare la caducità della potenza effimera. La strada a sassi spuntati e sconnessi, sale diritta dipartendosi dal pozzetto chiamato di San Carlo, che la leggenda conduce a dissetarsi in un afoso meriggio di tempi scuri”.

Porta PozzoloQueste le ispirate parole usate da Enzio Julitta nel 1934 in “Offerta di Paese” a descrivere le prime impressioni che chiunque fosse entrato in Oleggio avrebbe avuto salendo dalla vallata.

L’unico tratto di mura medioevali ancora conservato trae il suo nome dalla tradizione popolare che voleva in quel luogo la presenza dei numerosissimi cani da caccia della famiglia Visconti: Motto dei cani.

Esso è caratterizzato dalle pareti merlate e solcate in alto da caditoie ed è costruito in laterizi compatti; al termine di questo camminamento, che collega Piazza Bertotti alla via Pozzolo, si trova la Porta Pozzolo: estrema entrata meridionale dell’antico borgo, presenta una caratteristica arcatura ogivale bassa ed è costruita in laterizi.

Costa dei MazzeriLa via, ora asfaltata, nel Medioevo rappresentava l’unico accesso al paese da sud, e sicuramente ha mantenuto questa funzione fino alla realizzazione, nel periodo napoleonico, della strada del Sempione, oggi via Novara.

Vicino all’arco è documentata la presenza di un pozzo smantellato intorno al 1940 al quale, come ricorda Julitta, si racconta che fece una sosta San Carlo Borromeo. La gente riteneva che l’acqua del pozzo fosse miracolosa.

L’unica altra porta superstite, delle quattro o sei che si presume esistessero a quei tempi, è quella di Costa dei Mazzeri, allora detta di Pozzolo Corto, ancora dotata della piccola apertura laterale che permetteva il passaggio, chinati viste le ridotte dimensioni, di notte, quando i portoni rimanevano chiusi per sicurezza. E’ ancora riconCastellooscibile l’incavo che era sede della rastrelliera alzata.

La Costa dei Mazzeri, che prende il nome dal settecentesco palazzo nobile che vi si affaccia, è una via piuttosto ripida a gradini selciati.

Nel periodo medioevale le mura difendevano il castello, sede dei Signori e centro amministrativo che sorgeva presumibilmente dove ora è la sede del Municipio cittadino; infatti nell’attuale sala Consiliare è ancora presente una bifora con colonna marmorea che si apre nei resti di una muratura coeva in ciottoli a spina pesce e mattoni.

La via Pozzolo, il Castello, l’area sacra degli oratori e delle chiese con l’affresco superstite della Madonna del Castello”, la torre e la zona di Monte Vitale erano le presenze certe del Borgo Vecchio, al quale si accedeva da almeno quattro porte: le già citate Pozzolo e Mazzeri, la Compietra a sud-ovest e la Nuova a nord.