ORATORIO DI SAN DONATO
Il suggestivo oratorio di San Donato si trova, immerso nel verde, all’interno del Parco del Ticino non lontano dall’oratorio di San Cristoforo.
In questa zona della vallata la tradizione popolare colloca il primo nucleo abitativo oleggese; i cumuli di ciottoli e il ritrovamento di laterizi romani e monete potrebbero effettivamente testimoniare la presenza di un antico insediamento, del quale comunque non esistono al momento altri riscontri certi.
La leggenda inoltre vuole che in questa località abitasse il “Pirin”, detto appunto “ad Sant Dunà”, maschera carnevalesca oleggese. Il documento più antico che testimonia l’esistenza della cappella è una pergamena del 973.
La chiesa che probabilmente era inserita in complesso edilizio più ampio si suppone che per un certo periodo sia stata legata all’abbazia di San Donato di Sesto Calende e poi all’Ospedale Maggiore di Milano e all’Episcopato di Pavia per poi essere ceduta alla famiglia Bertaccini.
La consueta struttura romanica di ciottoli e laterizi ad aula unica orientata si differenzia da quella degli altri edifici di culto della zona perché mancante della parte absidale. Sono ancora visibili sulla semplice facciata a capanna gli affreschi che raffigurano gli accampamenti presenti nella zona durante la terribile pestil
enza del XVII secolo, le cui vittime sono ricordate anche dalla colonna sormontata da croce non lontana dall’oratorio.
Tra le due finestrelle circolari compare poi la figura della Madonna in Trono con Gesù Bambino e le anime purganti ai piedi, affiancata dalle figure di San Rocco e San Donato. Sopra la porta campeggia la scritta: “Tu solazzi io sospiro ingrato erede ahi persa pieta tradita fede”.
Sulla parete meridionale interna è dipintro l’affresco cinquecentesco attribuito al pittore De Rumo che raffigura Santa Caterina, Sant’Antonio da Padova, la Madonna con Bambino e il committente inginocchiato e infine un Santo Vescovo identificato con San Bernardino o con lo stesso San Donato; quest’ultimo è anche il soggetto della pala d’altare eseguita tra la fine del XVI e l’inizio del XVII che oggi, per motivi di sicurezza, è stata collocata altrove; alle spalle del Santo si intravede il piccolo oratorio affacciato sulla vallata. Sempre alla bottega sei De Rumo è attribuito l’affresco dell’altare maggiore, raffigurante la Crocifissione.
In fianco alla chiesetta, sulla sinistra, sorge una piccola cappella che fungeva da ossario con i resti della famiglia Bertaccini, ora rimossi.

