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Il Santuario della Beata Vergine Assunta si trova sulla via Strera in località Loreto, frazione oleggese il cui toponimo deriva dalla precedente intitolazione della chiesa, appunto dedicata alla Madonna di Loreto.
La chiesa infatti venne edificata probabilmente a cavallo tra XVI e XVII secolo intorno ad una cappella “miracolosa”: su di essa era affrescata l’immagine della Madonna di Loreto per merito della quale nel 1550 sarebbe avvenuta la guarigione di un uomo che, muto, riacquistò la parola.
A testimonianza di quell’episodio nel museo religioso oleggese è conservata la tavoletta votiva di quell’anno che raffigura la “grazia ricevuta”. L’affresco che in origine si trovava nella cappella inglobata poi nella chiesa funge da pala del settecentesco altare maggiore ed è attribuito al pittore Johannes Maria de Rumo, attivo ad
Oleggio nel XVI secolo .
La genesi particolare di questo edificio, nonché la sua specifica funzione di Santuario, hanno per diversi secoli visto il costante contributo della popolazione, laica e religiosa, al suo abbellimento e al suo mantenimento, a testimonianza di una radicata devozione mariana nel territorio oleggese. Le confraternite e le corporazioni laiche risultano infatti committenti della maggior parte delle opere e degli arredi presenti nel santuario.
La chiesa è orientata e ha tre navate, di cui solo la maggiore absidata, con tiburio e cupola ottagonali, campanile nell’angolo nord-est e sacrestia realizzata a sud-est nel XVIII secolo, nel medesimo periodo la parte absidale subì un rifacimento.
Nel corso del 1600 avvenne la costruzione dell’edificio destinato ad accogliere i padri Oblati di San Carlo e San Gaudenzio di Novara, attualmente adibito a casa parrocchiale.
Particolarmente imponente risulta la facciata dell’edificio, iniziata nel XVII secolo probabilmente su disegno dell’architetto Pellegrino Pellegrini e portata a compimento solo nel XIX, con statue e decorazioni plastiche dello scultore Giuseppe Argenti.
Oltre a quello maggiore nell’edificio si trovano l’altare settentrionale intitolato ai Santi Cristina e Isidoro e l’altare meridionale intitolato a Santa Caterina, entrambi con dipinti secenteschi attribuiti al Morazzone, al secolo Pier Francesco Mazzucchelli.
La maggior parte delle tele votive commissionate dalle Corporazioni laiche ed esposte lungo le navate minori è invece opera di Giuseppe Antonio Tosi, detto il Cuzzio, pittore attivo a Oleggio nel XVIII secolo.